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I diversi frutti della normazione
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(7/11/2003)
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Ripresentiamo un approfondimento – pubblicato lo scorso mese di febbraio - avente per oggetto i lavori di normazione, le sue finalità, le sue fasi di sviluppo, i suoi risultati finali. Un contributo efficace per fare chiarezza su alcuni concetti e strumenti normativi spesso poco conosciuti, ma che meritano particolare attenzione.
La normazione è un albero che produce molti frutti, amche diversificati. Dagli "alberi" CEN e ISO è possibile raccogliere non solo norme, ma anche documenti tecnici elaborati con procedure più rapide e semplificate, per poter rispondere tempestivamente alle esigenze del mercato, o più semplicemente per condividere una data conoscenza o tecnologia. Assaggiamo dunque questi frutti "alternativi", forse meno noti ma altrettanto appetibili per il mercato.
Le norme tecniche - è risaputo - sono documenti che definiscono le caratteristiche (ad esempio, dimensioni, aspetti di sicurezza, requisiti prestazionali) di un prodotto, processo o servizio secondo quello che è lo stato dell'arte tecnico/tecnologico.
Le norme tecniche vengono elaborate dagli esperti che rappresentano le parti economiche e sociali interessate (produttori, utilizzatori, commercianti, centri di ricerca, consumatori, pubblica amministrazione…) organizzati in gruppi di lavoro, sottocommissioni e commissioni, secondo le procedure dell'ente di normazione; quest'ultimo si limita a svolgere una funzione di coordinamento dei lavori, mettendo a disposizione la propria struttura organizzativa, mentre i contenuti delle norme vengono decisi dagli esperti "esterni".
Una norma tecnica è caratterizzata dai seguenti aspetti:
- consensualità (deve essere approvata con il consenso di tutti coloro che hanno partecipato ai lavori)
- democraticità (tutte le parti economico/sociali interessate possono partecipare ai lavori e soprattutto chiunque è messo in grado di formulare osservazioni nell'iter che precede l'approvazione finale)
- trasparenza (l'ente di normazione segnala le tappe fondamentali dell'iter di approvazione di un progetto di norma, tenendo il progetto stesso a disposizione degli interessati)
- volontarietà (le norme sono un puro riferimento, nessuno è obbligato a seguirle, tranne in pochissimi casi legati prevalentemente a questioni di sicurezza delle persone).
Il clima di intensa concorrenza globale e la rapidità dell'innovazione tecnologica hanno prodotto cicli di vita dei prodotti sempre più brevi. Questo fenomeno ha posto un imperativo che ha messo sotto pressione gli enti di normazione: quello di redigere le norme rapidamente. In effetti la globalizzazione, accrescendo la necessità di norme internazionali più che di norme nazionali, ha aggravato il problema. Se è difficile per gli enti di normazione operare rapidamente su scala nazionale, lo è ancora di più su scala internazionale.
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Se ci soffermiamo sulla storia della normazione internazionale, notiamo come il ruolo dell'ISO si sia evoluto, dalla costituzione nel 1947 ad oggi, per essere sempre in sintonia con le esigenze e le richieste del mercato. In un primo periodo, all'ISO veniva essenzialmente chiesto di formulare delle raccomandazioni ai propri membri al fine di armonizzare le rispettive normative nazionali: ecco dunque che per 25 anni i lavori tecnici dell'ISO danno come frutto delle "Raccomandazioni".
E' negli anni '70 che l'ISO inizia a pubblicare gli "International Standards" che oggi tutti conosciamo, spinto dall'onda lunga della globalizzazione. Cambiava dunque la prospettiva e la missione dell'ISO, chiamato non più e non solo ad armonizzare preesistenti normative nazionali, ma ad anticipare le stesse, in settori nuovi: il mercato globale imponeva una normazione della stessa "taglia".
Negli anni '80 e '90 due nuovi eventi erano destinati a cambiare il panorama della normazione a livello internazionale: da un lato, l'affermazione del Mercato Unico e la conseguente esplosione del ruolo di CEN e CENELEC a supporto del Nuovo Approccio; dall'altro, l'affermarsi di standard de facto, elaborati dai principali attori industriali al di fuori del circuito ufficiale degli enti di normazione. Per l'ISO si trattava di una doppia sfida.
Su entrambi i fronti, l'ISO ha saputo saggiamente e realisticamente adeguare il proprio ruolo alle necessità contingenti: i rapporti con la normazione europea sono stati regolati dall'Accordo di Vienna, mentre si è giudicato che gli standard de facto non costituissero una minaccia: semmai, essi richiamavano l'attenzione dell'ISO sull'esigenza di rispondere in modo più tempestivo e meno burocratizzato alle esigenze dei settori caratterizzati da una più spiccata evoluzione tecnologica.
L'ISO rispondeva alla sfida sviluppando procedure semplificate, che i i Comitati tecnici possono decidere di seguire in tutti i casi in cui la tempestività nella approvazione di una specifica è di fondamentale importanza. Dalle nuove procedure semplificate nascevano due nuovi "frutti" dell'attività di normazione, caratterizzati - è pur vero - da un minor livello di trasparenza e consenso, ma capaci di rispondere tempestivamente alle esigenze del mercato:
- Public Available Specification (ISO/PAS)
- Tecnical Specification (ISO/TS)
Questi documenti debbono essere sottoposti a revisione ogni 3 anni; la seconda revisione deve tradursi o nel ritiro del documento oppure nella sua trasformazione in una norma internazionale ISO a tutti gli effetti.
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Anche in ambito europeo sono state sviluppate nel tempo soluzioni alternative alle norme tecniche in senso stretto. Il CEN, ad esempio, offre al mercato un ventaglio di soluzioni in aggiunta alle EN. Queste ultime, lo ricordiamo, debbono essere recepite come norme tecniche nazionali; se elaborate sotto mandato, possono inoltre servire a supporto ed integrazione della disciplina comunitaria del tipo "Nuovo Approccio".
I CEN/TSs (Technical Specifications) sono documenti normativi utilizzati laddove lo stato dell'arte non è sufficientemente stabile.
I CEN/TRs (Technical Reports) sono utilizzati a scopo di informazione e trasferimento delle conoscenze.
Un'attenzione particolare meritano i CWAs (CEN Workshop Agreements), accordi consensuali basati sulle deliberazioni di un workshop aperto, caratterizzato da una rappresentanza diretta e non limitata delle parti interessate.
Da citare anche le CEN Guide, utilizzate per fornire informazioni sui principi della normazione nonchè per orientare gli stessi soggetti coinvolti nella elaborazione delle norme.
Attualmente il Catalogo CEN contiene anche precedenti tipologie di prodotti normativi, quali le norme sperimentali ENV (European Prestandard) e i CR (CEN Report). Le due tipologie in futuro diventeranno, rispettivamente, CEN TS (Technical Specification) e CEN/TR (Technical reports).
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Concludendo, il circuito ufficiale della normazione continua ad offrire canali e soluzioni adeguati ai ritmi e alle dimensioni del mercato, favorendo il contatto ed il confronto tra soggetti interessati a comuni soluzioni.
Non è raro il caso di tecnologie che si definiscono per la prima volta proprio nei Comitati tecnici di un ente di normazione: casi come quello dell'elettronica, con gli standard JPEG e MPEG - non sono tanto infrequenti. L'albero della normazione è ricco di primizie.
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MPEG i frutti della normazione in ambito ISO
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