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Analisi ambientale iniziale: per partire... con il piede giusto!
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(21/3/2006)
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Nel nostro paese negli ultimi tre anni le registrazioni ambientali EMAS sono cresciute del 220% passando da 131 a 450. I prodotti con certificazione Ecolabel (il marchio europeo di qualità ecologica) hanno raggiunto quota 1.497, mantenendo una posizione di primato in Europa. Numeri significativi che pongono l'Italia ai primi posti nel mondo e che confermano l'interesse sempre crescente verso le tematiche ambientali e lo "sviluppo sostenibile". Da un punto di vista "tecnico" e "pratico" va ricordato che le certificazioni di conformità alla norma UNI EN ISO 14001 devono essere aggiornate all'edizione 2004. Ci sono ancora non più di un paio di mesi di tempo per la transizione.
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Anche gli organi di controllo (enti locali, ASL, DIA, ANPA, ARPA, ecc.) cominciano a vedere
che le organizzazioni iniziano a
viaggiare su due velocità: quella standard del semplice rispetto delle leggi e quella delle realtà
certificate orientate al miglioramento continuo.
E' un grosso cambiamento nella mentalità, nella cultura:
si tratta di prendere una strada diversa, ispirata ad una gestione aziendale nel rispetto
dell’ambiente, fondata su punti di riferimento che devono essere correttamente
affrontati fin dall’inizio.
La valutazione delle prestazioni ambientali all'interno di un'organizzazione è sempre più strategica al fine di limitarne i conflitti con i diversi attori di un sistema economico. Nell'ultimo decennio sono stati studiati e sviluppati strumenti idonei all'obiettivo, comunemente identificati con il nome generico di bilanci ambientali, comprendendo con il termine, oltre al bilancio ambientale vero e proprio, anche la contabilità ambientale e la valutazione del ciclo di vita dei prodotti (Life Cycle Assessment - LCA). La misurazione delle prestazioni ambientali d'impresa è ottenuta mediante la predisposizione di indicatori e di indici appropriati, generalmente scaturiti dai bilanci ambientali e dall'Analisi Ambientale Iniziale (AAI) nei casi in cui è prevista. L'AAI presenta, infatti, notevoli analogie con i bilanci ambientali, considerando le informazioni che richiede e fornisce.
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L'analisi ambientale iniziale deve essere una fotografia precisa e puntuale dello stato
aziendale rispetto agli aspetti ambientali prodotti dall’organizzazione nel contesto del territorio
in cui si trova. L'analisi ambientale iniziale, in pratica, ci permette di partire "con il piede giusto" per raggiungere poi gli ambizioni obiettivi della certificazione ambientale. Essa si articola in cinque fasi distinte, che insieme concorrono alla definizione del panorama di riferimento:
- la prima fase, comporta una definizione dell'organizzazione in termini di attività svolte, processi principali, storia ed evoluzione,
logistica;
- la seconda fase si traduce nella raccolta di tutte le leggi ambientali (nazionali, regionali e locali) di
pertinenza per l’organizzazione;
- prevede l’individuazione di tutti gli aspetti ambientali
inerenti all’organizzazione. Tali aspetti, se ritenuti significativi e se creano una modifica
dell’ambiente circostante, diventano IMPATTI ambientali e andranno adeguatamente
monitorati.
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la quarta fase descrive le prassi aziendali già in atto in ottica
ambientale (procedure già utilizzate, metodi, moduli utilizzati, formazione già impartita,
simulazioni emergenze già effettuate, ecc)
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la quinta ed ultima fase deve valutare il passato, incidenti e/o emergenze avvenute e quindi
valutare tutti gli aspetti finora descritti per arrivare a definire un chiaro elenco di priorità in funzione di tutti gli aspetti e impatti ambientali.
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L'analisi ambientale iniziale ci permette di individuare gli aspetti ambientali delle proprie attività che possono essere tenuti sotto controllo, al fine di determinare quelli che possono avere impatti significativi sull'ambiente.
L'analisi sugli aspetti ed impatti generati dal sito deve essere effettuata tenendo in
considerazione tre momenti principali delle attività quotidiane: la situazione standard o
normale d’attività, la situazione ANORMALE (intervento di una sicurezza, allarme d’avviso,
avvicinamento dei limiti di soglia, ecc.) e soprattutto d’EMERGENZA (situazione al di fuori dei
limiti consentiti e non più evitabile al momento dell’intervento umano).
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